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TECNOLOGIE

Iniezioni

Una fessura che conduce acqua si tratta in due tempi con due resine diverse. Confonderli è l'errore che fa tornare l'infiltrazione.

Primo tempo: fermare l'acqua

La resina poliuretanica monocomponente altamente reattiva indurisce a contatto con l'umidità sviluppando una schiuma tenace che può raggiungere quaranta volte il volume iniziale. L'inizio della reazione è dell'ordine di venti secondi. Serve a bloccare venute d'acqua attive, non a sigillare in modo definitivo: la schiuma ha buona tenuta immediata ma non l'elasticità durevole richiesta da una fessura che continuerà a muoversi.

Secondo tempo: sigillare

Arrestata l'acqua, sulla fessura si esegue una seconda iniezione con resina bicomponente a bassa viscosità, in rapporto 1:1. La bassa viscosità le permette di penetrare in profondità anche nelle fessure sottili, e l'indurimento morbido-elastico le consente di accompagnare i movimenti successivi senza distaccarsi. Aderisce sia su supporto asciutto sia su supporto umido.

La tecnica di posa

L'iniezione si esegue attraverso packer inseriti in fori inclinati che intercettano la fessura a metà spessore, disposti alternativamente sui due lati. Si procede dal basso verso l'alto, un packer alla volta, fino a vedere il prodotto uscire dal successivo.

Nelle murature, dove lo scopo è la barriera contro la risalita capillare e non la sigillatura di una lesione, si usano packer specifici con valvola anti-ritorno a sfera e si inietta a bassa pressione gel o liquido silanico.

Domande frequenti

Si può iniettare solo con la resina bicomponente, saltando la prima fase?

Solo se la fessura è asciutta. Su una fessura che conduce acqua la resina elastica verrebbe dilavata prima di indurire.

L'iniezione è una riparazione strutturale?

Le resine poliuretaniche elastiche sigillano, non ricuciono. Per il ripristino della continuità strutturale servono resine epossidiche rigide e una valutazione progettuale specifica.