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SOLUZIONI

Ripristino del calcestruzzo armato

Il copriferro che si stacca non è un problema estetico: è il sintomo visibile di un processo che sta consumando l'armatura. Ripristinare significa interrompere quel processo, non coprirlo.

Paramento in calcestruzzo armato di grande opera idraulica
Paramento in calcestruzzo armato di grande opera idraulica

Perché il calcestruzzo si degrada

L'acciaio delle armature è protetto dall'ambiente fortemente alcalino del calcestruzzo, che forma sulla sua superficie uno strato passivante. Due fenomeni distruggono questa protezione: la carbonatazione, cioè la reazione dell'anidride carbonica atmosferica con la calce del cemento, che abbassa il pH; e la penetrazione dei cloruri, tipica degli ambienti marini e delle opere trattate con sali disgelanti.

Perso lo strato passivante, il ferro si ossida. La ruggine occupa un volume molte volte superiore a quello dell'acciaio da cui deriva, e quella espansione fa saltare il copriferro dall'interno. Quando la lesione è visibile, il processo è già avanzato.

Il percorso normativo

La UNI EN 1504 organizza l'intervento in principi e metodi: individuato il meccanismo di degrado si sceglie il principio di intervento, e da quello il metodo e la classe di prodotto. Non è burocrazia: è ciò che rende il ripristino verificabile e ciò che una direzione lavori può pretendere.

Le malte da ripristino sono classificate per resistenza in R1, R2, R3 e R4, dove R4 indica la classe strutturale. La protezione superficiale successiva ricade sotto la parte 2 della norma ed è ciò che impedisce al degrado di ricominciare.

La sequenza corretta

Si asporta tutto il calcestruzzo ammalorato fino al materiale sano, scoprendo le armature per l'intero perimetro. Le barre si spazzolano fino al metallo bianco e si passivano. Si ricostruisce la sezione con malta strutturale della classe richiesta. Si applica infine una protezione anticarbonatazione: senza questa il ciclo riparte, più lentamente ma inesorabilmente.

Se il supporto è umido — situazione ordinaria su strutture interrate o esposte — serve un primer epossidico compatibile con l'umidità residua prima di qualsiasi rivestimento.

Il ciclo di degrado e la sequenza di ripristino UNI EN 1504

IL DEGRADO copriferro 1 · calcestruzzo sano, acciaio passivato fronte carbonatato 2 · pH abbassato, inizia l'ossidazione 3 · la ruggine espande, il copriferro salta Quando la lesione è visibile, il processo è già avanzato. LA SEQUENZA DI RIPRISTINO 1ASPORTAZIONEfino al calcestruzzo sano 2SPAZZOLATURAferri al metallo bianco 3PASSIVAZIONEripristino della protezione 4MALTA R1–R4ricostruzione della sezione 5PROTEZIONEanticarbonatazione EN 1504-2 Saltare il passo 3 è l'errore che fa ripartire il degrado sotto la malta nuova.

Domande frequenti

Come si capisce se il calcestruzzo è carbonatato?

Con il test alla fenolftaleina su una superficie di frattura fresca: la zona ancora alcalina si colora di rosa, quella carbonatata resta incolore. La profondità del fronte incolore, confrontata con lo spessore del copriferro, dice quanto il processo è avanzato.

Basta rifare il copriferro senza trattare i ferri?

No. Se l'armatura resta ossidata, la corrosione prosegue sotto la malta nuova e la stacca nel giro di pochi anni. La passivazione dell'acciaio è la parte dell'intervento che non si vede e che determina la durata di tutto il resto.

Serve una malta R4 anche per un frontalino di balcone?

Non sempre. R4 è richiesta dove il ripristino ha funzione strutturale. Per ricostruzioni di spessore contenuto e senza funzione portante possono bastare classi inferiori, purché impermeabili e resistenti ai solfati.