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SOLUZIONI

Umidità di risalita nelle murature

L'acqua sale dal terreno attraverso i capillari della muratura e si ferma dove evapora, lasciando i sali. La barriera chimica interrompe il percorso senza toccare la struttura.

Muratura in mattoni interessata da risalita capillare
Muratura in mattoni interessata da risalita capillare

Come si riconosce

L'umidità di risalita ha una firma inconfondibile: parte dal basso, si arresta a una quota abbastanza costante, e lascia una fascia di efflorescenze saline e intonaco decoeso. È stagionalmente stabile, a differenza della condensa, che compare sui ponti termici e varia con l'uso del locale.

I sali sono la parte più insidiosa. Nitrati e solfati trasportati dall'acqua cristallizzano in superficie quando l'acqua evapora, e la pressione di cristallizzazione disgrega l'intonaco. Un intonaco nuovo applicato senza trattare i sali si degrada in pochi mesi.

Perché l'iniezione a bassa pressione

Fra le tecnologie disponibili — taglio meccanico, elettroosmosi, intonaci macroporosi — la barriera chimica per iniezione a bassa pressione resta la più flessibile. Si adatta a murature in mattoni, pietra, miste o a sacco, non richiede interventi strutturali invasivi, e permette di operare da un solo lato del muro, preservando intonaci e affreschi esistenti.

Il principio: un gel o un liquido a base di silano monomero viene iniettato in fori orizzontali alla base del muro, migra nei pori e nei capillari e forma una barriera idrofobizzante permanente, che blocca la risalita senza compromettere la traspirabilità al vapore. La muratura sopra la barriera può così asciugare.

Le fasi in cantiere

Scrostatura dell'intonaco degradato e preparazione del muro. Foratura con diametro 12–16 mm e passo 10–20 cm su una fila orizzontale. Inserimento degli iniettori. Iniezione del gel o del liquido a bassa pressione. Trattamento dei sali residui con soluzione convertitrice, che trasforma cloruri e solfati in composti insolubili. Applicazione infine di un intonaco di risanamento macroporoso, che accoglie la cristallizzazione al proprio interno invece che in superficie.

I tempi di asciugatura

La barriera agisce subito, ma il muro impiega mesi ad asciugare: indicativamente un centimetro di spessore al mese, in funzione di spessore, materiale e ventilazione. È l'aspettativa che va chiarita al committente prima di iniziare, perché la delusione nasce quasi sempre da qui.

Barriera chimica per iniezione: come si interrompe la risalita

prima INTONACODI RISANAMENTO macroporoso: i sali cristallizzano all'interno, non in superficie BARRIERA CHIMICA gel silanico iniettato a bassa pressione fori ø 12–16 mm, passo 10–20 cm MURATURA CHE ASCIUGA circa 1 cm di spessore al mese L'acqua non supera più la quota della barriera

Domande frequenti

La barriera chimica funziona su muri a sacco?

Sì, ed è uno dei casi in cui è preferibile al taglio meccanico. Il riempimento interno disomogeneo richiede però un controllo del riempimento dei fori e, talvolta, una seconda iniezione.

Quanto dura una barriera chimica?

Il silano reagisce con il substrato minerale formando un legame permanente: la barriera è considerata definitiva. A degradarsi è semmai l'intonaco, se i sali non sono stati trattati.

Serve togliere tutto l'intonaco esistente?

Va rimosso almeno fino a 50–80 cm sopra il limite visibile dell'umidità, perché i sali si sono depositati anche dove la macchia non si vede ancora.