Interrato che infiltra
Il locale è costruito, il rinterro è fatto, e l'acqua entra. L'intervento si fa dall'interno, in tre fasi che vanno rispettate nell'ordine.

Prima capire da dove entra
Le infiltrazioni in un interrato hanno tre origini diverse e tre trattamenti diversi: una fessura passante che conduce acqua, una ripresa di getto non sigillata, oppure un assorbimento diffuso attraverso una superficie porosa.
Sono distinguibili osservando la distribuzione dell'umidità: puntuale e concentrata nel primo caso, lineare lungo una quota costante nel secondo, estesa e uniforme nel terzo. Sbagliare diagnosi significa applicare il prodotto giusto nel punto sbagliato.
Fase uno: arrestare l'acqua in movimento
Nessun rivestimento aderisce a un supporto su cui scorre acqua. Le venute attive si tamponano con malte cementizie rigonfianti a presa rapida, che induriscono in pochi secondi e anche sott'acqua, o con resine poliuretaniche monocomponenti iniettate nella fessura, che a contatto con l'acqua sviluppano una schiuma espandente fino a quaranta volte il volume.
Fase due: sigillare in modo definitivo
La schiuma poliuretanica è un tamponamento, non una sigillatura definitiva: blocca l'acqua ma non ha elasticità durevole. Sulla fessura ormai asciutta si esegue una seconda iniezione con resina bicomponente a bassa viscosità, che penetra in profondità e indurisce morbido-elastica aderendo alle pareti della fessura.
Fase tre: impermeabilizzare la superficie
Sul supporto risanato si applica una boiacca cristallizzante penetrante o una boiacca osmotica bicomponente, capaci di lavorare in controspinta. Il raccordo parete-pavimento si risolve con una sguscia in malta multifunzione: è il punto in cui la maggior parte degli interventi eseguiti male torna a perdere.
Le tre fasi, nell'ordine in cui vanno eseguite
I prodotti del sistema
Selezione dal catalogo Probar 2026 per questa applicazione.
FIX-20-TMalta da tamponamento rigonfiante a presa rapida per l'arresto immediato di infiltrazioni attiveBoiacche e malte impermeabiliSistema BETOCRETE-C · TamponamentoSchomburg
AQUAFIN-P1Resina poliuretanica d'iniezione espandente — sigillatura temporaneaResine da iniezioneArt. 205220Schomburg
AQUAFIN-P4Resina poliuretanica d'iniezione 2K — sigillatura elastica definitivaResine da iniezioneArt. 205221Schomburg
AQUAFIN-ICBoiacca cristallizzante minerale — impermeabilizzazione strutturale permanenteBoiacche e malte impermeabili—Schomburg
ASOCRET-M30Malta multifunzione impermeabile fino a 30 mm — 4 in 1Ripristino del calcestruzzoArt. 205539Schomburg
ASODUR-SG3-THIXPrimer barriera epossidico tixotropico per supporti umidiRipristino del calcestruzzoArt. 205047SchomburgDomande frequenti
Si può risolvere senza scavare all'esterno?
Nella maggior parte dei casi sì, con sistemi in controspinta. Lo scavo resta necessario quando il degrado del calcestruzzo è tale da compromettere l'aderenza, o quando la pressione d'acqua supera quella ammessa dal sistema applicato all'interno.
Quanto dura un intervento di questo tipo?
Se le tre fasi sono rispettate e i materiali sono compatibili fra loro, è una soluzione permanente. I fallimenti nascono quasi sempre dall'aver applicato il rivestimento prima di aver arrestato le venute attive.
Continua
Vasca bianca
La struttura in calcestruzzo è essa stessa l'impermeabilizzazione. Nessuna membrana da pos…
Muro controterra in falda
Quando la struttura interrata è immersa in falda, la pressione idrostatica è permanente e …
Ripristino del calcestruzzo armato
Il copriferro che si stacca non è un problema estetico: è il sintomo visibile di un proces…
Umidità di risalita nelle murature
L'acqua sale dal terreno attraverso i capillari della muratura e si ferma dove evapora, la…
