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TECNOLOGIE

Fibre per calcestruzzo

Non sostituiscono l'armatura. Controllano la fessurazione da ritiro plastico, che è un'altra cosa e nasce nelle prime ore di vita del getto.

Che cosa fanno davvero

Nelle prime ore dopo il getto l'acqua evapora dalla superficie più rapidamente di quanto risalga dal basso. Il risultato è un ritiro differenziale che genera microfessure, attraverso cui entreranno poi acqua e agenti aggressivi.

Le fibre monofilamento distribuite nella massa contrastano questo fenomeno con un effetto tridimensionale isotropo: intercettano le microfessure mentre si formano e ne impediscono la propagazione. Il beneficio sulla durabilità è indiretto ma sostanziale — un calcestruzzo con meno microfessure assorbe meno acqua.

Come si scelgono

La lunghezza determina il campo d'impiego: 3 e 6 mm per malte, intonaci e prodotti chimici, 12 e 18 mm per calcestruzzo strutturale, shotcrete e pavimentazioni industriali. La sezione circolare e il monofilamento in polipropilene vergine garantiscono dispersione uniforme e compatibilità con la matrice cementizia.

Il riferimento normativo è la EN 14889-2 per le fibre sintetiche, con classificazione di tipo. I dosaggi correnti sono nell'ordine di alcuni etti per metro cubo.

Domande frequenti

Le fibre sostituiscono la rete elettrosaldata?

No, non nel ruolo strutturale. Le fibre sintetiche in questi dosaggi controllano la fessurazione plastica; la sostituzione dell'armatura richiede fibre strutturali e una verifica progettuale specifica.

Le fibre affiorano in superficie?

Con dosaggi corretti e finitura adeguata l'affioramento è minimo. Sul calcestruzzo a vista conviene comunque una campionatura preventiva.